L'amore è quello che ascolto nelle canzoni che passa la radio. L'amore è io che torno al mio paese in autobus con la testa abbandonata al finestrino. L'amore è un anziano che chiede se il posto accanto è libero, è le sue rughe che sanno di vita vissuta. L'amore è un rapporto d'amicizia. L'amore è passare una giornata a lezione e le ore passano in fretta perchè tra scherzi e risate il tempo scorre. Amore è un panino al McDonald's con Roberta in un quarto d'ora, che non hai tempo ma per stare di più insieme lo fai volentieri. L'amore è Roberta che mi chiama dieci volte al giorno per fare la lista delle possibili domande dell'esame, è sentirla parlare di canto perchè lei è brava, lei un giorno ce la farà e io ci credo. Allora mi tocca sentirla parlare di Valerio Scanu che io odio. Però ridiamo. L'amore è Veronica che mi sfugge e io non capisco perchè non riesco ad acchiapparla più...e mi fa stare male perchè le voglio bene ma non so più dirlo. Non so più dirle nulla e lei lo sa che se non parlo mi deve tirare le parole con la forza. Amore è io e Veronica che ci capiamo subito nonostante la distanza, io e lei che un giorno ci rivedremo. L'amore è Laura, che neanche la Francia ci ha divise, con le telefonate di minimo due ore.
L'amore è Ciro, le serate in cam a scherzare e i discorsi che non finiscono più, il mondo utopico che ci siamo creati. L'amore è Mariagrazia, perchè è lei in tutta la sua purezza. L'amore è S. che è andato via, l'orgoglio, l'unica foto, una sera in macchina mentre lui guidava e io dormivo. L'amore è mia sorella e mi fa strano vederla donna, mamma. Amore è mia nipote che mi bacia a morsi e lascia segni rossi sulle guance, che mi sveglia la mattina saltando sul mio letto mentre mi urla nelle orecchie. Amore erano le domeniche in famiglia, quando c'era Zio Michele che faceva il solletico con i baffi. L'amore è portargli un fiore e ricordare quei momenti con un pò di nostalgia. L'amore è la sera del mio compleanno al pub con Graziana e Ivana, i palloncini colorati in macchina e le canzoni da cantare fino a farsi bruciare la gola. Amore è le serate passate al buio della foresta a fare foto e a ricordare che solo un anno fa eravamo al liceo con la paura degli esami e non sapevamo che l'esame vero non è la maturità e non è l'Università. L'esame vero è la Vita.
L'amore è la vacanza a Dubrovnik. Dormire sul traghetto e svegliarsi all'alba in un'altra nazione, lunghe passeggiate, il mare trasparente, le scale da fare sulle spalle di Luigi, le notti insonni, la foto incorniciata. L'amore è Galimberti che parla dei giovani, mi stringe la mano e autografa libri. Amore è i Professori del liceo che mi terrebbero ancora con loro e che sono un pò i miei genitori. Amore è certamente l'ortopedico che ci ha creduto più di me e mi ha ridato la vita. Davvero. E l'amore è inseguire un sogno, fare di tutto per realizzarlo. Questo e tanto altro è l'amore. Ed io so che ne vale la pena.
Sono diventata gelosa dei miei pensieri e delle mie emozioni. Per questo ho smesso di scrivere tanto come tempo fa.
Non è perchè non voglio condivedere, ma più semplicemente perchè per certe cose le parole raramente si trovano. E perchè, a dire la verità, mi basta e mi piace condividere le emozioni con una sola persona. E con gli amici ogni tanto.
E' la sola cosa che riesce a rendermi felice al punto di passare intere giornate a ridere anche senza motivo.
Perchè tutto il resto va come non deve andare e mi fa rabbia. Ma ridi e non ci pensi, anche se dentro vorresti scoppiare.
Quest'estate ho capito che anche se sei l'unico a credere in qualcosa, non devi mai smettere di farlo, a costo di andare contro tutti. Perchè è la tua vita e solo tu hai il diritto farne ciò che vuoi. Da qualche parte ho letto 'non datemi consigli che a sbagliare sono bravo da me'.
C'è una nuova battaglia con chi cerca di impossessarsi della mia vita e non lo so, forse l'ho già persa. Forse è successo quella sera in cui ho pianto per un'ora al telefono.
-Pronto?!
-Non andrò a Cesena...
Ed è vero che in due tutto è più facile.
Te le ricordi tutte quelle lacrime? Che stupida eh?! Avrei dovuto combattere ancora. Non era Cesena? Non doveva essere nemmeno Bari. Ma quanti errori si fanno nella vita. Questo è uno dei tanti, probabilmente tra qualche anno avrò la certezza che è stato uno dei più grandi.
A volte si deve rinunciare a qualcosa, anche se quelle volte diventano più frequenti.
A te invece non rinuncerò mai, dovessi andare in capo al mondo...ti terrò con me.
Quest'estate è nato un amore. Non uno di quelli che sai fin dall'inizio che non funzioneranno, ma un amore vero.
Ieri sera ho voluto farmi male e ho pensato al dopo.
Cosa succederà dopo? Ci saremo ancora o dovrò far finta che sia stato solo un film che la mia mente ha creato?
Dici che pensare negativamente ha il suo lato positivo, perchè poi starò bene più di quanto immagino.
Ma tu non sai, mi sono fatta così male che ho paura di farmene ancora, che tutto questo non serva a nulla e che poi quel che rimarrà sarà solo amaro in bocca, rabbia tra le mani e freddo sulla pelle.
Poi stanotte ho fatto un incubo, perchè i pensieri cattivi della sera si ripresentano durante il sonno. E dopo quell'incubo mi sono svegliata all'improvviso con le lacrime agli occhi, ho guardato il cellulare e non c'erano segni, allora ho pensato che forse era tutto dovuto al messaggio di ieri sera. Ho pensato che sono brava a sbagliare, anche senza l'aiuto degli altri. Ma tu non sai, i miei sogni si avverano sempre a distanza di qualche giorno e stavolta ho paura. Paura davvero.
Penso che sono brava a incasinare la mia vita, a complicare tutto e perdere il coraggio che ho.
Coraggio. Ieri sera qualcuno mi ha detto che ne ho tanto, forse troppo.
Ieri sera pensavo che ho chiuso da poco una storia con un uomo che pretendeva, che voleva cambiarmi a tutti i costi, un uomo prepotente, che tuttavia mi piaceva. Fa parte del passato, quel passato che non può tornare, che non voglio far tornare.
Poi tu sei arrivato e mi hai chiesto di dimenticarlo, di cominciare a dare di nuovo vita al cuore, che un pò moriva e tu lo sapevi. Quante volte mi hai ascoltata quando parlavo di quell'uomo e l'hai fatto in silenzio, fino all'ultimo giorno, fino a quando hai cercato di farmi capire, di farmi vedere. Fino a quando mi hai detto...
Sei arrivato tu e io che non volevo nemmeno provarci. Poi ce l'ho fatta a mettermi in gioco, a innamorarmi come non ho fatto mai prima d'ora, a capire che se guardo nel mio cuore ci sei tu, nella mia testa tu, nei miei gesti anche.
E stamattina ho sentito il bisogno di cancellare tutto lo sporco che ogni giorno trovo nella mia vita. Ho cominciato da alcune foto. Ricordi? Gli mischierei le ossa.
Ho cancellato alcune canzoni, i quaderni con pensieri fatti solo di illusioni. Quanto mi sono costate quelle illusioni. Tagli al cuore che sono andati via lasciando come traccia la paura di farsi ancora del male, di riaprirle ancora quelle ferite.
Non con te, ti prego. Resta per sempre.
Stamattina il buongiono non me l'hai mandato e non te l'ho mandato, ti ho regalato il silenzio e un pò mi sono sentita in colpa. Stamattina ho ingoiato tutto l'amaro che quell'incubo mi ha lasciato e forse più tardi mi chiederai di raccontartelo.
Mi spaventano questi giorni che ci dividono, eppure sto bene. Cercare di fare tutto alla perfezione, come mio solito e cercare così di lavare via lo sporco di quei pensieri.
Non ho ancora fatto ciò che dovevo fare oggi, sai? Aspetto domani, magari ritrovo la mia sicurezza.
"Voglio che tu venga da me senza passato.
La frasi che hai imparato, dimenticale.
Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi.
Vieni da me come se fosse la prima volta.
Non dire mai che mi ami fino al giorno in cui non me lo dimostri"
Succede tutto così, quando e da chi meno te l'aspetti. Ed è stata così la mia notte prima dell'esame orale, in una settimana in cui sono successe troppe cose e in cui ho visto il mio corpo cambiare e perdere chili. E' successo un pò così, tra un sms e l'altro, tra una risata e una lacrima per la paura di non farcela la mattina seguente. Da non crederci. E questa vita riesce a stupirmi sempre più, perchè a volte tra i momenti in cui vorresti non essere mai venuta al mondo, succede qualcosa che ti fa cambiare idea, allora pensi che 'se non ci fossi stata, non avrei potuto vivere questo momento'. No, non potevo permettermi di non viverlo e sapete? Lo [ri]vivo ogni notte quando vado a letto e ogni mattina quando apro gli occhi e leggo il buongiorno. Quel momento lo [ri]vivo durante la giornata quando il cellulare vibra e corro a prenderlo con il cuore che batte e le parole che non bastano mai.
Succede così, perchè chiusa una porta si apre un portone e per favore, questo portone non chiudetelo mai perchè è il meglio che una donna possa desiderare e avere.
Scoprire che non esistono solo il bianco e il nero ma che ci sono tanti altri colori, che in amore non esistono regole e il cuore ha sempre ragione, che è bello anche litigare se dopo ci sono tempeste di baci in arrivo.
Succede così che la tua vita viene stravolta ed io, pensandoci bene, in questo modo e da Te me la farei stravolgere cento e mille volte.
E ti porterò nei posti miei, quelli tenuti nascosti aspettando la persona giusta con cui tornare.
Ti porterò dove il cielo è azzurro e tutt'intorno è bianco, per le strade ci sono i fiori e le salite fanno venire il fiatone.
E poi ti porterò dove la notte ci sono le stelle e mi stringerai perchè, tu non lo sai, qui di notte il vento pizzica la pelle.
E tu, tienimi con te.
Well no no, well open up your mind and see like me Open up your plans and damn you’re free Look into your heart and you’ll find love love love love Listen to the music of the moment come and dance with me..
Mia nipote è nata nel primo pomeriggio. Erano le 13.00 quando ho sentito il cellulare squillare e senza prendere la stampella sono corsa verso il telefono. Mamma emozionatissima mi ha detto solo 'è nata!' poi ho sentito mia zia che chiamava me Zia.
E' un'emozione per la quale non si trovano parole che descrivono al meglio cosa si prova. Non sapevo se piangere o ridere per la felicità. Quando più tardi, sono andata a trovare mia sorella in ospedale la prima persona che ho visto entrando in camera è stata proprio la nuova arrivata. Il mio piccolo Raggio di Sole. Aveva gli occhi aperti e si mostrava a tutti quasi fiera di se stessa. Ha la pelle candida, occhi scuri, le manine piccolissime che ogni tanto porta vicino le sue piccole labbra. Ha capelli scuri, sono pochi e sembrano delicati. Il nasino fa sorridere se lo guardi e come le piccole guance è 'paccioccone', tanto quanto basta. I calzini non aderivano ai piedini. Indossava una tutina beige e la bavetta dello stesso colore con degli orsetti ricamati. Avvolta nella coperta stava lì nella culletta e si mostrava a tutti.
E' la bambina più bella che io abbia mai visto e non lo dico solo perchè è mia nipote. Lo è davvero.
Quando ho rivolto il mio sguardo verso mia sorella ci siamo emozionate guardandoci negli occhi, sono andata da lei e l'ho baciata. Così fragile e timorosa è arrivata alla meta e io sono fiera di lei. Non è stato facile, affatto. Sono rimasta un pò lì a parlare con lei, volevo chiederle scusa. Scusa se non ci sono stata in questi tre brutti giorni. Mi sono promessa di farlo un giorno ma so che lei capisce.
Michela è una grande donna ed è la mamma più bella, per me.
Mio cognato è evidentemente emozionato, credo non si sia ancora reso conto che questa è la realtà e che è diventato papà.
Ma Dominga, oggi lei è la protagonista.
"Benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno a tutti i clackson della mattina, a questo mondo già troppo pieno..."
“Si vai via,senza di me, tu vai via,non puoi aspettare tanto tempo inutile, e cosi tu vai sola via, sii che vai via,ma che freddo fa se tu vai via, non vuoi aspettare neanche il tempo utile, perchè da me lo so si va soltanto via…”
-Negramaro-
E succede che una sera non riesci più a trattenerti, perchè il pensiero di te si fa troppo fitto.
E penso che magari è tutta colpa di quei segni che animano le mie giornate.
Perchè c'è chi mi invia e-mail che riportano frasi di Alice nel Paese delle Meraviglie, ovunque ci sono le nostre canzoni e tra i miei spiccioli c'è il tuo ciondolo.
Non è vero che a tutto c'è una soluzione e dicendolo ai miei compagni di classe giorni fa ho mentito, perchè non è così, non tutto torna al suo posto, i vasi quando sono rotti non sempre si possono aggiustare. A volte non basta riconoscere i propri errori e chiedere scusa.
E tu, chissà se lo sai che il 5 Luglio sarà il mio giorno e che non ci sarebbero stati problemi dato che non coincide con il 12. Che ho una paura fottuta e che sarò la prima del mio gruppo alle 8.30. Che vorrei dirtelo ancora, ancora e ancora scendi giù quel giorno.
Chissà se lo sai che se non ci sei il cielo non è più blu e che la sera tornando in macchina le stelle adesso non splendono ed io non abbandono più la testa sul sedile.
Chissà se lo sai che le mie gambe vanno quasi definitivamente da sole e che tra pochi giorni divento zia. Che mia nipote vorrei già proteggerla da tutto ciò che potrebbe farla soffrire in futuro.
Chissà se lo sai che con un gesto hanno cancellato tutti i sogni miei e che dentro ho tanta rabbia perchè non si può costruire la propria felicità sull'infelicità altrui.
Ma che non mi arrendo perchè tutto possono togliermi tranne i miei progetti.
Chissà se lo sai che studio giorno e notte per evitare di pensare alla confusione che ho in testa e che sono stanca e distrutta dalla maturità e da mille altre cose, ma fiera di me stessa. Per la prima, forse seconda volta in vita mia.
Chissà se lo sa S. che non l'ho dimenticato e che vorrei scrivergli per sapere come sta.
Che adesso è Lucia che senza S. è come una giornata senza sole.
Ed entrare nella sua testa per sapere se ogni tanto gli torno in mente, anche solo per sbaglio.
[Ricordati di ritornare, perché senza di te non si può stare]
Notte prima degli esami, notte di polizia, certo qualcuno te lo sei portato via, notte di mamme e di papà col biberon in mano, notte di nonne alla finestra, ma questa notte è ancora nostra, notte di giovani attori di pizze fredde e di calzoni, notte di sogni di coppe e di campioni, notte di lacrime e preghiere, la matematica non sarà mai il mio mestiere.
-Venditti-
La mia notte prima degli esamiè stata come tutte le altre, a parte quel pò di ansia che avevo.
Sono stata a casa a ripetere qualcosa per il tema di Italiano, ho visto il film con Muccino (che sapevo a memoria), ho sentito qualcuno al telefono e poi a letto. La memoria del mio cellulare era piena di sms di in bocca al lupo: mia zia che pensava fossi scappata, A. che diceva di fargli sapere subito qualcosa appena tornata a casa, G. che come al solito mi stupisce 'almeno una persona ha fiducia in te!', Vera che sapeva che tutto sarebbe andato bene e V. che ha sopportato i miei isterismi, le mie crisi, il mio panico e ha cercato di tranquillizzarmi.
Alle otto in punto ero a scuola, ho risposto agli ultimi sms e poi con i miei amici sono entrata. Ci hanno fatti stare in biblioteca con un'altra classe, abbiamo fatto la sauna perchè eravamo 52 e c'erano solo due finestre ma siamo stati bene.
Credo che i miei Prof abbiano pensato che non mi sarei presentata, perchè quando sono entrata mi hanno sorriso entrambi, soddisfatti e fieri di me. Nei miei occhi leggevano la paura, nei loro occhi leggevo la voglia di tranquillizzarmi. Anche il Presidente e la commissione esterna sembrano persone tranquille, non sono mancati i momenti in cui abbiamo scherzato. E' venuto a trovarci il Prof di filosofia e non è mancato il nostro 'occhiolino quatidiano'!
Ogni volta che li guardo mi accorgo di quanto, anche a loro, dispiace lasciarci. Ma è sempre così, le persone si incontrano, stanno un pò di tempo insieme e poi le strade si dividono. Almeno in questi casi.
Quando ho finito la mia prova il Prof mi ha accompagnata fuori e siamo rimasti un pò lì a parlare fino a quando è arrivato mio padre. Per la prova di matematica mi ha detto di tranquillizzarmi e che è fiero di me.
A casa ci sono tornata distrutta nel primo pomeriggio, dopo le sei ore che avevamo a disposizione. Ci sono stati problemi con la traccia su Montale e io quale dovevo scegliere?! Montale! Era davvero difficile, una poesia che nessuno conosceva, che nelle scuole non si studia mai. Anche i Prof sono rimasti impressionati.
Però ce l'ho fatta, dovrebbe essere andata abbastanza bene a parte l'errore fatto dal Ministero e ora aspettiamo per sapere cosa decideranno di fare. C'è chi dice che chi ha scelto quella traccia avrà il punteggio massimo per la prima prova. Mi auguro solo che non facciano pagare a noi l'errore fatto da loro.
Ieri c'è stata la seconda prova: matematica. Cioè?!
Sono senza speranze, ho pensato. E' andata meglio di quanto previsto, credevo infatti di arrivare lì e consegnare il foglio in bianco ma...sono arrivati bigliettini e aiuti da chiunque. Addirittura dai Prof.
La Prof di matematica passava tra i banchi dettando le soluzioni o faceva strani segni dalle spalle del Presidente. Il Prof si è impegnato per farci avere una copia del problema risolto ma non ce l'abbiamo fatta perchè una commissaria esterna era una strega! Tutto sommato però hanno chiuso un occhio e anche due. Ma mettiamoci anche il terzo! Insomma...è stata una prova fatta in comune tra noi e i Prof.
A parte ciò che hanno fatto alcune ragazze che gridavano per suggerire. Speriamo che non ci massacrano all'orale visto che alla fine la commissione si è innervosita.
Io ho avuto la conferma che la matematica non sarà mai il mio mestiere!
Credo di essermi fatta anche un amico: il Presidente. Coooosa?! Oh ma è meraviglioso, faccio colpo nel cuore di tutti, pure in quello degli anziani!
La disponibilità di tutti mi ha sorpresa, ma so che oltre al mio cuore e al mio essere una brava ragazza (almeno dicono) c'è la mano di qualcuno dietro e ringrazio quelle persone perchè fanno parte della mia vita e anche se ora ci lasceremo ne faranno sempre parte.
Il secondo giorno di maturità non si scorda mai.Ma anche il primo.
E io sono davvero contenta perchè ho dimostrato a me stessa che anche io posso farcela e che ancora una volta ho raggiunto la meta, il mio obiettivo.
Ma, lunedì c'è la terza e ultima prova scritta. Non so come andrà perchè abbiamo poche ore a disposizione e le materie sono cinque. Cercheremo di aiutarci e poi ora sappiamo che possiamo contare sull'aiuto dei Prof che a momenti fanno tutto loro!
L'orale inizierà dalla mia classe, il 30 Giugno e io sarò l'ultima. Facendo i calcoli dovrei essere lì il 5 Luglio, quando uscirà il calendario vedremo.
Quel giorno non sarà come me lo aspettavo, ma porterò comunque con me quella cosa, così come ho fatto in questi due giorni. Continua ostinatamente a proteggermi e a me non dispiace affatto, perchè si vede che in qualcosa posso credere, devo credere.
Sono le 11.59 e mi devo dare una mossa a studiare Inglese e Francese. So già che queste notti le passerò sui libri perchè non c'è tempo: lunedì è vicino e le materie da studiare sono tante. Ce la posso fare.
Sono ottimista e fiera di me stessa. So di non poter contare sul punteggio della prova di matematica perchè non sono certa che i quesiti svolti siano giusti, ma so anche che posso fare di meglio e all'orale ce la metterò tutta.
Intanto, questa mattina ho saputo che mia sorella è agli sgoccioli: tra qualche giorno la piccolina sarà tra di noi e io sarò la zia più felice del mondo.
A. lo conobbi nel Gennaio del 2006 e il 10 Giugno dello scorso anno arrivammo alla conclusione di non sentirci più.
In realtà successivamente l'ho sentito in alcune occasioni: il suo onomastico e il suo compleanno, il giorno del mio intervento e durante le feste di Natale.
L'ultima volta è stata a Capodanno per gli auguri.
So che per due volte mi ha cercata ma non conosco i motivi. Io non l'ho più cercato.
Una delle ultime volte in cui l'ho sentito mi ha detto che si era fidanzato e l'ho sentito diverso dal solito. Lei mi è sembrata una ragazza molto intelligente, gentile, forse un pò diffidente. Ma è normale sapendo che le sono state dette determinate cose e che prima non ci eravamo mai parlate. E' stata lei a cercare me e mi ha fatto piacere conoscerla, anche se ho chiuso subito l'amicizia che stava nascendo tra di noi. Non mi convinceva il suo modo d'agire.
Anche io sono diffidente, lo sono da sempre.
Non ho rimorsi nè rimpianti legati a lui e ogni cosa è stata fatta con il cuore, con la convinzione e il piacere di farla. Quando aprii questo blog spesso parlavo di lui.
Mi ha cambiata, ha fatto e fa ancora parte di un angolo della mia vita anche se non abbiamo più rapporti di alcun tipo.
A. posso paragonarlo alla luce in una stanza buia, il suo ruolo nella mia vita è cambiato tante volte, tuttavia per una serie di motivi non ha mai preso la vera forma che desiderava avere. Lui sapeva capirmi attraverso una sola parola e trovare una soluzione a qualsiasi problema.
Sentirgli dire Ti voglio bene succedeva all'improvviso e in momenti in cui si stava parlando di tutt'altro.
Non mi ha mai chieso di essere un'altra persona, di cambiare, di essere diversa da quella che ero. Ha accettato pregi e difetti -cosa che io forse non sono riuscita a fare nei suoi confronti- ed era l'unica persona a sapere tutto di me anche nei minimi dettagli, la sola persona che come uno scrigno custodiva i miei segreti riuscendo a non tradire mai la mia fiducia. L'unica volta che l'ha fatto gli ho dato modo di pentirsene. Ricordo che per un mese non gli ho rivolto la parola e lui ha fatto lo stesso, fino a quando ha capito.
Se oggi parlo di lui mi accorgo che non mi manca più come mi mancava fino a qualche mese fa, ricordo ogni minimo particolare e questo mi basta.
Adesso che guardo dal di fuori le due storie che per me hanno avuto più significato, capisco che ogni amore non è paragonabile a un altro e che ognuno ha qualcosa di speciale. Qualcosa di solo suo da tenere gelosamente dentro. Nel cuore.
Ieri. Il pranzo con la classe e con i prof è andato benissimo. Ci siamo sentiti tutti uniti ma non sono mancati i momenti in cui eravamo come al solito divisi in gruppi. Emozione, divertimento, scherzi… Una giornata tutta per noi ricordando i momenti passati insieme.
Ci rimarrà molto di questi cinque anni passati insieme eppure ad alcuni di noi mancherà quella complicità che non c’è mai stata.
Ricorderò soprattutto quest’ultimo anno, quando sono tornata a scuola dopo l’intervento e all’entrata c’era il Prof di arte ad aspettarmi, l’abbraccio del Prof di italiano, dei compagni e le parole di tutti…la Preside che viene a trovarmi.
Ricorderò le finzioni per saltare qualche interrogazione e si usciva con la scusa che io non stessi bene…così salvavo qualcuna di loro!
Rimarranno le interrogazioni ‘comiche’ e l’ansia per i compiti in classe e le simulazioni d’esame che ci hanno distrutti, il Prof di filosofia che voleva prendermi in braccio, le giornate di orientamento con le facoltà universitarie e in particolar modo l’ultima durante la quale io e Raffaella abbiamo fatto tutto tranne che ascoltare. Tanto la nostra scelta l’abbiamo fatta!
Ricorderò gli sguardi coi Prof, perché io e loro ci capiamo così e quel giorno in cui mi sono sentita odiata dalla classe perché il Prof disse che potrei essere una maestra di vita per tutti loro.
Ricorderemo quando il Prof di arte si è alzato e ha lasciato l’aula per il casino che stavamo facendo. Qualche giorno dopo al suo ritorno ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere. Perché è bello sentirlo amico e per tutto l’anno, anche ieri, l’abbiamo preso in giro e gli altri Prof dicono di aver fondato il ‘Movimento-Ostuni’: tutti fuori se gli alunni fanno chiasso.
La gita a Londra che hanno fatto solo loro. Anche lì non c’eravamo tutti e i Prof avevano le lacrime agli occhi quando gli dissi che non sarei andata.
E ieri, tra applausi, foto e brindisi ci siamo emozionati e abbiamo anche cercato di corrompere il Prof di inglese perché ci dicesse le domande della terza prova. Irremovibile!
E la speranza che il Prof di geografia astronomica ci abbia messo almeno la sufficienza….ci ha fatti penare in questi tre anni, ma ci ha anche fatti crescere, ha tirato fuori i lati nascosti dei nostri caratteri.
Il Prof di italiano: adesso vedremo chi di voi si sposa prima!
Il cartellone con le nostre firme, la foto di classe, il caffè al bar…
Noi. Che per la prima volta ci rendiamo conto che in fondo ci dispiace lasciarci, che ci mancheremo un po’ e che siamo cresciuti, che dobbiamo staccarci da quel posto che ci ha dato tanto.
Ci mancheranno anche i litigi!
Non è facile ripercorrere questi cinque anni insieme perché molti ricordi sono svaniti e quelli da scrivere sono comunque troppi e rimangono nel cuore.
Per questo, voglio solo ringraziare chi in questi cinque (ma per me quasi sei) anni ha fatto parte della nostra vita, della mia. Così personalmente ringrazio
La Preside precedente perché mi ha dato fiducia, ha tenuto la porta aperta per quando volevo tornare.
La Prof. Lassandro perché anche se non è stata la mia insegnante ha creduto in me, è stata sempre disponibile e sempre lo sarà.
Il Prof. Campanale perché anche se nemmeno lui sa la matematica, mi ha insegnato inconsapevolmente a non arrendermi mai.
La Prof. Scarano perché l’ho odiata a morte ma grazie a quell’odio ho imparato a credere in me.
La Prof. Petragallo, per i suoi colori, la sua tenerezza, l’allegria.
La Prof. Zizzamia perché faceva ridere ma era tanto bellina.
Il prof. Gaeta perché era troppo stupendo, simpatico e furbo.
Il Prof. Scaglione perché l’avevo conosciuto alle medie io e da sempre l’ho odiato per il suo essere troppo pieno di sé. Ma mi ha insegnato a non chiudermi in me stessa.
Il Prof. Crapis per i voti che non meritavo e che mi hanno fatta arrabbiare, per la simpatia, la determinazione e la severità con un pizzico di bontà. Per il suo affetto e il suo insegnamento che mi rimarrà a vita.
Il Prof. Ostuni perché lo conosco più delle mie tasche e lo sento vicino.
Il Prof Bracciodieta perché mi ha fatto da secondo papà. Per le parole di incoraggiamento e le e-mail di qualche giorno fa, l’abbraccio di ieri e tutti questi giorni insieme.
Il Prof. Donno perché come lui non c’è nessuno e povero chi lo troverà nei prossimi anni. Perché ci ha insegnato a ribellarci!
Il Prof Villani e qui avrei molte molte parole da dire perché prima di insegnarci il francese ci ha insegnato a vivere. Perché mi ha teso la mano senza mai farlo notare agli altri, per la discrezione, le emozioni, le perle di saggezza e le lezioni trasformate in cazzeggio. Per la serietà e la determinazione.
Il Prof Aprile perché ha fatto crescere la mia mente e per quello che sappiamo. Anche se alla fine mi ha delusa tantissimo.
La prof. Carone per la simpatia di una donna così piccina ma tanto tanto grande dentro, per i suoi sforzi e la matematica che non ho mai capito e mai capirò!
La Prof Ferrara e tutti quelli di ed. fisica che ho conosciuto perché nonostante io non seguo la loro materia non ho visto la mia media rovinata dai loro voti.
La Prof Ferrara di religione per le confidenze della classe, i dibattiti e le spettegolate.
E grazie alla nuova Preside perché ha creduto in me, mi ha dato la forza per andare avanti e non abbattermi davanti a nulla, per l’autostima che mi ha insegnato ad avere e per tutte le volte in cui è stata lì ad ascoltarmi. Per le tirate d’orecchie e tutto il resto.
Ma un grazie va a tutti loro per la fiducia che hanno avuto in me, perché mi hanno dato una mano per arrivare fin qui, per la famiglia che hanno creato attorno a me.
Grazie anche ai Prof che non sono stati miei insegnanti perché lì ormai tutti mi conoscono e grazie a chiunque lavora nella mia scuola.
A loro che, lo so, avranno sempre una porta aperta per me.
. . .
Grazie
Anche alle mie compagne di banco,noi cinque, sempre insieme.
Con la speranza di non perderci mai del tutto.
"Forse un giorno scopriremo che non ci siamo mai perduti... I migliori anni della nostra vita!"
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"Virgilio nelle Georgiche scriveva: Si pàrva lìcet compònere màgnis. Molinari, traduca"
"Allora… si pàrva lìcet… si parono… si sembrano… alici… compònere màgnis...
E ogni volta che viene giorno ogni volta che ritorno ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino ogni volta che mi guardo intorno ogni volta che non me ne accorgo ogni volta che viene giorno E ogni volta che mi sveglio ogni volta che mi sbaglio ogni volta che sono sicuro e ogni volta che mi sento solo ogni volta che mi viene in mente qualche cosa che non c'entra niente ogni volta E ogni volta che non sono coerente e ogni volta che non è importante ogni volta che qualcuno si preoccupa per me ogni volta che non c'è...
In questi giorni, pur essendo molto impegnata per gli esami, ho trovato anche il tempo per riflettere. La notte, quando me ne sto stesa a letto con gli occhi aperti ad aspettare la mattina o quando vado a letto tardi per studiare . Mi sono allontanata un pò da tutti per forza di cose e c'è chi mi ha data per dispersa.
Ho riflettuto su ciò che sta accadendo e mi sono accorta di essere cresciuta non solo fisicamente, ma anche moralmente. Se mi guardo allo specchio riesco quasi a scorgere i nuovi aspetti di me.
Ho riflettuto sul fatto che tra poco la mia vita cambierà e devo prepararmi a questo cambiamento che in parte non voglio perchè mi costringe a perdere qualcosa, qualcuno. A perdere la parte della mia vita in cui sto bene, quella a cui tengo. Mi sono accorta che in realtà non sono pronta per un passo così grande, ma ho capito che in venti anni ho superato esami ben più difficili e che questo è nulla a confronto.
Così un giorno ho guardato avanti e mi sono vista diversa, in un mondo diverso, quello che sogno e che un pò mi spaventa. Ma non sono una ragazza che si arrende facilmente, niente è mai riuscito a fermarmi e ho sempre corso avanti, ho messo freni a me stessa solo quando dovevo, quando era indispensabile farlo.
Questi sono giorni fin troppo incasinati, come la mia testa. Tutti vogliono tutto da me, tutti corrono a destra e a manca e in questo trambusto ci sto anche io che non riesco a fermarmi, così la testa ciondola e gira e fa male. La mente poi è piena di pensieri, di cose da fare, la mia moleskine riporta mille impegni e quando la apro me li ricorda quasi facendoli spiccare. L'altra invece è piena di pensieri, piena di frasi e urla ferme sulla carta..
Ho preso una decisione e non ne ho ancora parlato con chi aspetta una risposta da me, senza sapere che io l'aspetto da qualcun altro. Mi sono vista costretta a prenderla da sola anche se non avrei mai voluto, anche se fa male e dentro di me so quanto mi dispiace. Mi accontenterò. Spero.
E se penso che quel giorno... impazzisco!
Mi dispiace e so che dispiace anche a te.
Non ci sono più quelle scritte col pennarello indelebile sul mio banco perchè tanto indelebile non è e io le ho cancellate, le ho lavate via con le lacrime agli occhi. Lavare via dal corpo invece è più difficile, dal cuore è peggio.
Non riesco a stare più con la gente ma quando non c'è nessuno cerco qualcuno. trovo difficoltà ad esternare i miei sentimenti, a dire 'Ti voglio bene', se qualcuno mi osserva sfuggo, se mi abbracciano mi scosto. Non trovo le parole ed L. dice che al telefono mi prendo lunghe pause di riflessione.
La verità è che mi manca parlare con chi mi capisce, chi sa cosa voglio e cosa cerco. Come sono.
Mando sms notturni con la consapevolezza che non avranno risposta e forse un pò lo faccio per questo. Ho avuto l'istinto di fare una telefonata ,a ho avuto la forza di reprimere.
Perchè tra le tante cose mi hai insegnato questo. Reprimere.
Ma questa è tutta un'altra storia.
C'era una volta...e oggi non c'è più.
Tu eri il sempre,
nascevi la mattina, morivi la sera,
comparendo e disparendo dalla stessa porta,
conducendo la luce del mattino e riportandotela via la sera.
Oggi voglio farti leggere qualcosa che lo scorso anno ho appuntato su un foglietto una sera al cinema dopo aver visto un film e che oggi, rivedendolo, ho riascoltato.
"Sono troppo vecchio per inventarmi
una storia d'amore,
come quando si è giovani,
Ma se mi capitasse
tra capo e collo
come una mazzata
io la prenderei.
Perchè, tu no?"
-Saturno contro-
E non lo so, sarà che oggi ce l'ho io Saturno contro, me l'hanno anche detto. Ma quella persona che ne sa di me. Probabilmente c'ho contro anche Marte, Giove e tutto il resto dei pianeti, perchè io con la Geografia Astronomica finora non ci sono mai andata d'accordo. E' che in questi giorni nulla sembra chiaro e tutto sa di opaco. Addirittura il cielo.
E' che in questi giorni [tu lo sai] sta accadendo di tutto e sto lì lì per gettare la spugna. Eppure mancano solo tre settimane, eppure manca solo un mese. Eppure ho paura.
Dovrei mandare a cagare Saturno.
Sono passati due mesi...proprio oggi, più o meno a quest'ora. Avrei molte cose da dire ma mi mancano le parole e poi lo sai che io non parlo mai tanto, preferisco ascoltare, tenere dentro tutto [e questo è il risultato].
Oggi il cielo è proprio come quel pomeriggio e fuori dalla finestra non riesco a guardare. Al tg hanno fatto ascoltare un pezzo di quella nostra canzone e io sarei voluta scappare per non ascoltare.
E tu. Chissà se ci hai pensato tu a che giorno è oggi, a come eravamo uniti da qualcosa che non so descrivere.
L'altra notte ho dormito con S. La luce l'abbiamo spenta all'una dopo una lunga chiacchierata.
"Ti piace così tanto?"
La risposta non c'è stata, ho solo sorriso e cambiato discorso. S. mi ha raccontato alcune cose ed io un pò ci ho rivisto i miei errori, eppure è strano.
Poi ieri mi è capitato tra le mani quel libro e avevo nostalgia di tutto. Anche di ciò che non ho avuto. Mi è venuta voglia di rileggerlo ma non sarebbe stata la stessa cosa. E ho ripensato anche al regalo dell'8 marzo, alle canzoni di quando ci nascondevamo, alla notte dell'11 Marzo e ai ricatti per il piumino.
Io l'altra sera ho ricevuto un'e-mail dal mio Prof. di Inglese e ci ho messo mezz'ora per decidermi a leggerla, sapendo che oltre a ciò che riguarda il mio percorso d'esame ci avrei trovato altro. E ora boh, non gli ho ancora risposto, perchè non so che dire, non so che pensare, non so che fare.
Magari un giorno prendo una valigia e vengo lì.
C'è una tale confusione...in questo miscuglio di parole.
Delle mie, ancora qui. Delle tue, che ti sei arreso in partenza.
E come è difficile dirti Ti amo, andiamo via, lasciamo questo mondo, Incontriamoci, restiamo insieme. E tutto ciò che vorrei veramente sei tu Che il tempo è la storia, la storia di un momento E per questo ti chiedo di ascoltarmi almeno adesso Io tutto ciò che vorrei veramente sei tu Pier Cortese, Non ho tempo
"Penso che un sacco di gente abbia smesso di credere nell'amore.
No, ti sbagli. Tutti sperano ancora di innamorarsi. Hanno solo smesso di credere nel lieto fine.
Credono nell'amore. S'innamorano, ma ormai sanno che...
Che le storie d'amore iniziano bene ma finiscono male."
-Gregory David Roberts-
Per me questa canzone ha molti significati importanti.
Quando ci conoscemmo la dedicai a te e a me perchè ci furono discussioni, per colpa mia. Perchè non volevo...tu sai cosa.
E poi, te lo ricordi quando ci siamo dati il nostro primo bacio? Dallo stereo della tua auto subito dopo partì questa canzone. Tu mi dicesti “Sorpresa!”
E poi io ti abbracciai. Te lo ricordi?
Era una casualità, ma una di quelle che non capitano sempre.
E sai che c'è? Che io ora non riesco ad ascoltarla senza pensarci a quel momento, a quel bacio sul mento.
Così come non riesco ad ascoltare la nostra canzone senza piangere.
Non siamo stati noi a cercarla, è stata lei a trovarci. Sembrava il nostro specchio, lo è ancora.
Io non so se tu ci pensi mai alle nostre canzoni, non lo so se pensi mai a noi.
So che leggi il mio blog ogni giorno e ogni tanto, meno di prima però, lo commenti con la sottoscritta.
Sembri uno spettatore della mia vita, ogni tanto butti un occhio e se gettassi una mano sarebbe meglio.
Sarà che mi manchi, oggi più di ieri e meno di domani.
Perchè io non ce la faccio sai? Rido, scherzo a volte sto anche tranquilla. Tranquilla come mai tu mi hai sentita nè vista.
Ma in certi giorni proprio non ce la faccio, nemmeno a guardarmi allo specchio, nemmeno ad alzarmi la mattina e accendere il cellulare sapendo che non ci sarà nessun sms col buongiorno a far iniziare la giornata con serenità.
E' che questo silenzio è più assordante dei rumori. E io ho pazienza sì, ne ho tanta e sto qui ad aspettare il resto dopo gli esami.
Cosa riserva per me quel resto? Non lo so, so che lo vorrei sapere.
Sei prevenuto nei miei confronti e rimani della tua idea senza guardare oltre, senza provare a capire che se quelle parole te le dissi lo feci perché ero arrabbiata.
E grazie perché me lo ricordi ancora, io non basto a pensarci vero? Non basta il fatto che le sento rimbombare nella mente ogni giorno.
E te la ricordi quella sera in macchina quando stavamo andando in pizzeria?
Te lo ricordi il solletico che volevi farmi, la canzone che cantavi?
Ricordi quando scherzando ti dissi di star zitto e se poi ti chiedevo qualcosa ridevi e non parlavi?
Se ci penso ora sorrido.
Tu lo sai che con le ciglia si possono esprimere i desideri? Io non c’ho mai creduto francamente, però è da un po’ che ogni ciglia che trovo sente lo stesso desiderio, non si sa mai…
E’ che io ora proprio non ce la faccio. Ci sono tante, troppe cose nella mia testa a cui pensare, e me ne andasse bene una! Tu lo sai, ci sono gli esami e io vorrei parlartene, parlarti delle mie paure, quelle che in parte sai. E poi vorrei dirti che, e forse sogno troppo, mi piace immaginare che quel giorno ti troverò lì, davanti a quella porta ad ascoltarmi.
Tu lo sai, c’è che non sto bene e di bene va solo l’uso del piede che man mano migliora e io vorrei farti vedere i progressi. E sai che un amico non sta bene e me ne dispiace molto? Ci mancava questa e allora ti viene davvero da dire che il mondo fa schifo.
Ma tu lo sai, io sogno troppo e devo smetterla, perché poi davvero potrei finire come Icaro. Te la ricordi la storia di Icaro. “Povero fesso!” ho detto qualche giorno fa al Professore guardando un quadro e lui mi ha risposto che a volare troppo in alto Icaro ha sbagliato. Io ho fatto lo stesso, credo.
Poi c’è chi abbandona tutto dopo una delusione grande così. A me sì, è venuto in mente di farlo.
Ho pensato che non avrei più studiato, mandare a quel paese il diploma, l’università, il trasferimento a Bologna e tutto quanto fa parte della mia vita. Però riflettendo ho capito che certe cose sono davvero importanti per me e che non mi arrendo, nemmeno per ciò-che-tu-sai. Che non serve mollare tutto.
Qui non c’entrano le lacrime di ieri sera e non c’entra il fatto che ho sbattuto il cellulare sul tavolo.
Poi non dirmi che sono io a giocare al massacro perché così non è. Tu reprimi tutto, pensi che io non lo sappia? Bene, continua così. Continuiamo a scappare l’uno dall’altra che ci facciamo solo del bene.
Ora puoi anche dirmi che ho sbagliato a postare questa specie di lettera qui nel blog perché in questo modo legge chiunque. Beh, sappi che il blog è privato, indi per cui…
E vabbè, tanto lo so che avrai da ridire.
Ma io ora sai che faccio? Te lo dico in due parole e so che capirai. Mi fido di te, ti stimo e so che capirai.
Ci sono momenti, durante la giornata, in cui sembra che tutto attorno a me si ferma e ci sono io in mezzo al nulla.
Sono i momenti in cui durante i quali più che mai ti vorrei qui. Così ti scrivo su fogli bianchi che poi nascondo per non rivedere,
per non rileggere più.
E forse non dovrei dirtelo, lo so, che sto facendo qualcosa per te, qualcosa che al momento giusto avrai.
Ho riletto le conversazioni di tempo fa e in quelle parole ho trovato sensazioni che ora mi bruciano dentro,
cercano di ricomporre il cuore andato in frantumi.
Quelle in cui c'è scritto tutto e niente e le domande raddoppiano, le risposte sfuggono. Non ci stanno loro, a farsi avanti.
"Il cuore in pezzi separati, nel petto conservati, come frammenti degli specchi su cui rifletto mille volti..."
Mi dici che ora è tempo di pensare agli esami, che ormai sono agli sgoccioli e devo fare un ultimo sforzo per dare ancora il meglio.
Che il resto viene dopo.
E ritrovo in me la pazienza che qualche settimana fa di colpo avevo perso, la razionalità che mi aveva abbandonata, che in tutta fretta aveva fatto le valigie ed era uscita dal mio corpo.
Così non ci sono più gli attimi nervosi, il modo di parlare che forse poco ti piaceva, l'impulsività.
Eppure il telefono tace, i libri sono sempre qui sulla mia scrivania e il thè nella tazza non finisce mai.
Ho trovato l'argomento del mio percorso per gli esami e mi piacerebbe parlartene, sapere che ne pensi, avere un tuo parere.
Magari un incoraggiamento.
Vorrei dirti che a scuola va tutto bene e che per quei giorni ho una paura che mi blocca, che vorrei fossero già passati.
Dirti che è ancora valido quel mio desiderio e che Lui mi ha chiesto ma io non ho saputo rispondergli. Avevo lo sguardo perso, fisso alla finestra come se stessi aspettando un cenno, un segno, una risposta da fuori.
Ti direi che la pancia di mia sorella cresce e sembra un piccolo sole con dentro una grande stellina. La mia stellina.
E tu sai quanto già la amo anche se non lo faccio notare.
Ti ho inviato una foto e non so se l'hai vista, se ti è arrivata.
Cosa hai pensato, cosa stavi facendo.
Perchè io sono sempre così. Riservata e poco aperta, con poche parole, diffidente con tutti a causa di quel passato che in parte conosci.
Forse è anche troppo tardi per accorgersi degli errori commessi, forse dovrei davvero, per il momento,
concentrarmi sui libri e posticipare il resto.
Vorrei stringerti a me, proprio come quella sera, quella lì.
Vedere se i cuori battono ancora in questo gioco delle parti.
Se penso che tra una manciata di giorni ci sarà la maturità mi si stringe un nodo in gola. E non solo perchè non ho ancora un'idea ben precisa su quello che sarà il mio percorso per la prova orale.
Sono giorni un pò così. Manca la voglia di fare qualcosa, i libri giacciono sulla scrivania e solo la sera tardi mi decido a studiare. Prendo ottimi voti e non mi sento soddisfatta, i professori parlano e io sono altrove con la mente. La notte dormo male oppure ho gli occhi aperti e osservo il soffitto che tuttavia non ha nulla di interessante, la mattina arrivo a scuola più in anticipo del normale e dall'enorme finestra della mia aula guardo gli altri entrare, nei loro sguardi assonnati c'è superficialità e indifferenza. Sembrano condannati, sembra che entrino a scuola non per il piacere di imparare ma solo per un dovere impostogli da qualcun'altro.
Sono giorni un pò così. Esce il sole e subito dopo piove, freddo e caldo si alternano a una velocità estrema. La pancia di mia sorella cresce e ormai è agli sgoccioli, tra poco sarò zia ed è l'unica cosa che in questo momento riesce a rendermi felice. Non ascolto chi mi parla, faccio discorsi di poche parole, scrivo appunti su foglietti che poi perdo. Se arrivano sms non rispondo, se squilla il cellulare faccio finta di non sentirlo e alle nove di sera spesso è già spento.
Sono giorni un pò così, fatti di tante domande e poche risposte, di musica mai ascoltata prima, di lacrime che vorrebbero ma non riescono ad uscire. Sfuggo dagli sguardi altrui, me ne sto nel mio angolino e parlo solo se interrogata.
Ho preso una telefonata in cui ci avvisavano della morte di una persona e non avevo parole da dire a quella donna che piangeva al telefono. Sono da altre parti con la mente, mi sento insensibile a tutto e non ho più parole da dire, discorsi da fare.
Sono giorni un pò così. Scrivo lettere che mai invierò, penso cose che mai nessuno saprà. La mia amica L. dice che così non va bene e vorrei dirle che l'ascolto, ma la realtà è che le cose in questo momento così come le ascolto le dimentico. Non trovo un filo logico a nulla, spiegazioni accettabili. R. dice che quando dico che non mi manca nessuno sono bugiarda, che non riesco a nasconderlo, mi si legge in faccia.
Non lo so cosa mi prende e non riesco a capirlo. Quello che so è che sento il cuore morire, la voglia di urlare e di andare via.
Ascolto quelle canzoni che non dovrei ascoltare e ancora una volta quella canzone. Non cambio le mie decisioni ma cambio me. Mancano quei giorni, la presenza di qualcuno, il suo sapere tutti i miei segreti e non rivelarmi mai, far finta di niente, di non averli mai saputi.
Vorrei non avere pensieri e cancellare questo posto. Lasciare porte semiaperte e vederle riaprirsi come vorrei, vederle attraversare da chi vorrei. Ho fatto di me un mostro, ti ho cacciato io con i miei continui cambiamenti, senza riuscire a farti capire che tutto quello stava accadendo per qualcos'altro e che tu non c'entravi nulla. Senza farti capire che certe cose non potevo dirtele e ho inevitabilmente dovuto perdere te. E se questo è il prezzo da pagare per il male fatto, per aver fatto soffrire, io ci sto.
Vorrei tornare indietro e mai più giocare a questa tortura che riserviamo ai nostri cuori, parlarti senza dover discutere, vedere ancora le mie mani nelle tue.
"Lei non avrebbe mai voluto farlo soffrire, lei sapeva cosa vuol dire soffrire. E credeva che lo stesso avrebbe fatto lui. Avrebbe voluto essere per lui tutto quello che gli era stato tolto, tutto quello che nella vita non gli era riuscito, e quello che sì. Questo desiderava che fosse lui per lei. Era troppo."
Cinque anni di Liceo sembrano essere volati e tra poco più di un mese ci saranno gli Esami di Stato. Oh Ciuelo!
Non mi dispiace affatto lasciare i miei compagni di classe perchè sinceramente non mi hanno dato granchè, la mia non è mai stata una classe unita. A scuola la mia classe è passata per quella divisa in gruppi, casinista e brava solo a studiare. Cosa, quest'ultima, che tutta la scuola ci invidia. Tiè!
Le uniche persone che mi dispiace lasciare sono i miei proffessori, la preside e tutti coloro che lavorano lì. Conosco tutti e loro hanno fatto di me una persona migliore, sono stati la mia seconda famiglia e ora non sopporto di dovermi staccare da quel posto.
Rifarmi una vita. E' questo che mi è stato detto da un professore qualche giorno fa.
Rifarmi una vita. Lontano da qui, via da questo posto che mi sta stretto, che mi fa male.
Lasciando il passato alle spalle, senza però dimenticare tutti quegli insegnamenti. Ed io tutte le parole di questi cinque anni le terrò dentro di me. Mi ricorderò dei consigli del prof di Francese, degli abbracci e degli incoraggiamenti a scrivere, dei complimenti del prof di Storia e Filosofia, mi ricorderò del mio secondo papà...il prof di Inglese e della mia seconda mamma che è la nuova Preside, arrivata un pò tardi in una scuola che aveva bisogno di una come lei.
In questo anno tante cose sono successe e tante volte sarei anche voluta tornare indietro, mollare tutto.
Sono andata a scuola con un mese di ritardo per quell'intervento e nonostante tutte le difficoltà ho dato il meglio di me stessa, e ci ho rimesso con lo stress, con la salute. E forse anche per questo ho allontanato da me chi non avrei mai voluto allontanare. Adesso c'è un gran vuoto dentro che cerco di colmare con lo studio, con i libri pur sapendo che ciò non mi porterà a prendere quel 100 a cui tutte le galline della mia classe mirano, perchè io quel 100 nemmeno lo voglio, non me lo merito.
Eppure un prof mi ha detto che quel 100 lo merito, non solo per l'impegno e tutto il resto, ma per la mia personalità, per la mia forza, per il mio non mollare mai.
E avrei voluto dirgli di guardarmi a fondo per essere certo di quello che diceva.
In quest'anno, come in quelli passati, ci sono stati litigi e musi lunghi per mesi. Cose che non mi hanno affatto sfiorata. Perchè sono cambiata, sono diventata un pò più superficiale e ho iniziato a mettere me stessa davanti agli altri per la prima volta. Cosa che mi è costata cara, cosa che mi è stata rinfacciata ripetute volte.
Tutti pensano di dover dimostrare qualcosa a qualcuno e io ancora una volta mi sento in un mondo diverso dal loro. Io non ho da dimostrare nulla a nessuno, anche perchè ciò che faccio lo devo a me stessa. So che ci saranno le solite falsità: voti regalati, dati per simpatia e via dicendo. Io il mio voto me lo voglio guadagnare e per questo ancora una volta ci metterò tutta me stessa, senza arrendermi fino alla fine.
E un giorno loro si ricorderanno di me come di quella ragazza che sta in un angolino tutto suo, quella sempre troppo silenziosa ed educata, che solo al 5° anno è cambiata diventando meno insicura e più estroversa.
Devo farcela. Per chi crede in me ma anche per chi non ci crede, devo farcela per la nipotina che in quei giorni nascerà, per me dopo tutti questi sacrifici e per farmi una vita lontano da qui. Lontano da tutto e tutti.
Non m'importa del voto che alla fine vedrò su quel foglio. M'importa solo di finire anche se allo stesso tempo mi dispiace tanto. Troppo.
Tuttavia non ho ancora le idee ben chiare per dopo. Sono sempre in bilico tra due opzioni. Grande dilemma, ma so che alla fine la scelta che farò sarà quella più giusta perchè mi piacerebbe studiare sia una cosa che l'altra. Quel che è certo è che qui non rimango. E mi dispiace lasciare la mia famiglia e quei pochi amici che mi circondano. Mi dispiace lasciare quelle poche cose che mi legano a questo posto, anche se lo odio, lo odio con tutta me stessa.
C'è chi ama i propri spazi, i propri luoghi, io lo odio. Non mi ha dato nulla se non una vita che non voglio, con persone che non fanno per me. Per me che vivo in un mondo a parte, come spesso mi è stato detto.
Ho bisogno di trovare quella stabilità che qui non avrò mai, di allontanarmi da tutto quel marcio che mi circonda e che fa di me una persona pessima, ancora una volta.
C'è una persona che è entrata nella mia vita all'inizio di questo anno.
Lui è una persona che sa molte cose. E' riflessivo, premuroso, razionale, serio, simpatico.
Mi ha insegnato a sorridere di più, ad arrabbiarmi di meno. Un giorno ha cercato di insegnarmi a giocare a scacchi in macchina, sopportando la mia testa sulle sue gambe. Ha cantato per me riuscendo a farmi sorridere anche nei momenti più brutti. Ha avuto pazienza quando ho fatto l'isterica per le simulazioni d'esame. Ha sopportato le lunghe conversazioni al telefono pur odiandolo e poi un giorno ha fatto tutti quei km solo per me. Ogni mattina ha subito le mie torture per il risveglio.
Ha rischiato un giorno di andare a sbattere mentre correva solo per colpa mia e poi ha tenuto stretta a lui la mia mano per due giorni senza mai mollarla.
Mi ha insegnato che in quello che faccio devo sempre metterci tutta me stessa e che anche se non vinco posso dire di averci provato. Ha tentato di farmi capire che la matematica non è tanto orrenda, ma mai riuscirà a convincermi e mi ha detto che quel giorno sarà lì con me. Ha giocato con i miei capelli e per la prima volta ho riso senza lamentarmi perchè si rovinano. Si è lasciato costringere a fare la foto alle nostre mani unite guardandomi con tenerezza e mi sono sentita piccola così. E' stata la prima persona a mettermi in testa qualcosa tanto da riuscire a farla.
C'è questa persona che nonostante tutto è rimasta accanto a me e io ho fatto lo stesso.
Mi ha fatta arrabbiare, piangere e ridere.
Mi ha provocata e mi ha dato della bambina.
Ci sono mille difficoltà.
Ci sono due caratteri un pò diversi e tanto uguali.
Ci sono due teste calde che spesso non sanno cosa vogliono.
Ma ci siamo noi ed è questo che conta, oltre tutto.